il fischio del treno
ascolto in fondo
alle attese
d‘un meriggio di sole
sui terrazzi
fisso all’occhio di lucertole
assonnate
giorni d’estate
nei lunghi convogli
d’azzurro sul mare
e di cielo tra i panni
dove stendono
il tempo
donne vissute
mentre gabbiani tuffano
ali d’afa
in quelle spire di caligine
dove annebbiano
spiagge lontane
come ricordi
nella mente arsa
mi chiamano
lassù
e risuona
il verso nelle stanze
libero
qui
si vive
aggrappati alle case di cemento
armato
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